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Dimissioni

Il lavoratore che intende risolvere il proprio rapporto di lavoro deve sapere che è obbligato a comunicarlo tempo prima al datore di lavoro, si parla infatti di obbligo di preavviso , e se non è rispettato, il lavoratore sarà tenuto a corrispondere al datore di lavoro un'indennità di mancato preavviso. Vi sono anche alcuni casi in cui questo obbligo non sussiste, o addirittura il lavoratore può chiedere di risolvere immediatamente il rapporto di lavoro e farsi pagare la relativa indennità sostitutiva.

I casi ove non sussiste obbligo di comunicare il preavviso sono:

Il caso delle dimissioni per GIUSTA CAUSA rappresenta un motivo di risoluzione del rapporto di lavoro generalmente grave o complesso, suggeriamo pertanto di rivolgersi agli uffici vertenze CISL per avere il necessario supporto informativo.

Durata

La durata del periodo di preavviso è stabilita dai contratti collettivi di lavoro, ( CCNL ) e varia in base alla appartenenza del lavoratore alla categoria (operai o impiegati), al livello di inquadramento, alla anzianità di servizio.

Durante il preavviso le parti conservano tutti gli obblighi e diritti derivanti dal contratto di lavoro. Il datore di lavoro ha, ad esempio, l'obbligo di corrispondere la retribuzione e gli eventuali aumenti previsti dai contratti collettivi; il lavoratore conserva gli obblighi di diligenza, fedeltà e subordinazione, di rispetto dell'orario di lavoro, ecc..

Forma

La maggior parte dei contratti richiede la forma scritta anche consegnata a mani, altri pretendono l'invio di una lettera raccomandata. La forma scritta ha lo scopo di proteggere il lavoratore, in quanto formalizza una manifestazione non equivoca della sua volontà e la sua inosservanza determina l'invalidità dell'atto di dimissioni. Le disposizioni contrattuali sono vincolanti pertanto, al fine di evitare insorgere di contenzioso è bene attenersi a quanto prevede il relativo contratto di lavoro. In seguito all'entrata in vigore del Decreto Legislativo 151/2015, certificazione delle dimissioni, la comunicazione avviene via pec (posta elettronica certificata) direttamente al datore di lavoro, e la comunicazione attraverso la consegna del modulo pdf elaborato dal Ministero.

Quando presentarle

Anche la data in cui si rassegnano le dimissioni viene normalmente regolata per ogni singolo contratto, possono decorrere dal primo o dal quindicesimo giorno del mese, oppure rassegnate in qualsiasi momento della settimana o del mese. La consegna oltre il termine fissato fa scattare la loro validità dal periodo successivo, (es. decorrenza dal 1 o 15 del mese se consegnate il 2 il termine decorre dal 15).

Effetti /revoca

Le dimissioni hanno efficacia indipendentemente dall'accettazione del datore di lavoro e diventano pertanto irrevocabili nel momento in cui il datore di lavoro ne giunge a conoscenza. L'eventuale revoca delle dimissioni può essere comunicata al datore di lavoro, tramite comunicazione elettronica entro sette giorni dalla comunicazione.

I giorni necessari al preavviso devono essere giorni lavorati e, salvo diverse disposizioni contrattuali, non possono essere utilizzate: ferie, malattia o infortunio, salvo specifico accordo scritto.
In alcuni casi invece, ove il periodo è molto lungo ed indicato come giorni di calendario, si considera l'intero periodo lavorativo con tutte le sue ragionevoli implicazioni.

Casi particolari

Ricordiamo infine che la legge richiede l'adempimento di specifiche formalità in casi particolari, considerati meritevoli di speciale tutela: